L'amore di Roma per l'atletica leggera
Scritto da Alessio Di Giampasquale   

Lo 10 giugno scorso lo Stadio Olimpico ha ospitato il Golden Gala, entrato quest'anno a far parte parte del circuito internazionale Diamond League. La prestigiosa manifestazione sportiva testimonia come Roma sia una piazza importantissima per l'atletica mondiale: la storia, la tradizione di questo meeting, rappresentano un valore comune, irrinunciabile per chi ama l'atletica leggera.

Il Golden Gala ha compiuto trent'anni. Tre decenni di storia per il meeting della città Eterna. Roma e il Golden Gala: una passione accesa allo Stadio Olimpico nel 1980, e oggi più viva che mai. La Diamond League ha fatto tappa nella capitale d'Italia, sulla pista e sulle pedane dello stadio simbolo dello sport tricolore, sede dei Giochi Olimpici del 1960 e da allora teatro per eccellenza delle imprese dei più grandi campioni dell'atletica. Sono state tante le novità che hanno caratterizzerato l'edizione 2010, lo Stadio Olimpico per l'occasione ha avuto una configurazione portata a 42.000 posti concentrati nell'anello inferiore.
Il cast della serata romana è stato all'insegna di grandi stelle internazionali come il pluricampione olimpico e iridato, primatista mondiale dei 5.000 e 10.000 metri, Kenenisa Bekele, la due volte iridata dell'alto Blanka Vlasic, lo sprinter giamaicano Asafa Powell e la connazionale campionessa olimpica e mondiale dei 100 metri, Shelly-Ann Fraser, oltre alla ceca Barbora Špotáková, oro olimpico e iridato, nonchè detentrice del record mondiale del giavellotto.
Cinque big che sono arrivati a Roma anche nella loro veste di Ambasciatori della IAAF Diamond League. Ma non sono stati i soli. La serata ha permesso un nuovo capitolo del confronto tra lo statunitense Dwight Phillips e il panamense Irving Saladino, mentre sui 110hs l'olimpionico cubano, primatista del mondo, Dayron Robles ha trovato il sorprendente Ryan Brathwaite (Barbados), oro delle barriere alte a Berlino 2009. E se i 200 maschili hanno brillato del duello Spearmon-Crawford, i 400 metri invece hanno visto all'opera uno dei più grandi interpreti del giro di pista, lo statunitense Jeremy Wariner, in una gara in cui ha cercato spazio anche l'azzurro Claudio Licciardello che ha ritrovato accanto a sè l'avversario irlandese David Gillick.
Sui 400hs delle donne, la giamaicana, campionessa olimpica e del mondo, Melaine Walker. Gli 800 femminili, oltre ad Elisa Cusma, hanno visto due delle atlete arrivate sul podio dell'ultima rassegna iridata: l'argento Janeth Jepkosgei e il bronzo Jennifer Meadows. Passando ai lanci, si sono affrontati nel peso l'iridato Christian Cantwell e l'olimpionico Tomasz Majewski, mentre nel disco c'e stata la lotta tra l'oro olimpico, Gerd Kanter e il polacco Piotr Malachowski, argento a Pechino e Berlino. Annunciata dal DT Francesco Uguagliati anche una staffetta 4x100 con i migliori azzurri dello sprint.

 

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LONGOBOARD SKATEBOARD

Il LONGOBARD è una variante dello skateboard. Rispetto a uno skateboard convenzionale la tavola è più lunga, inoltre generalmente le ruote sono di dimensioni più grandi e i truck (parte meccanica che fa da raccordo tra ruote e tavola) sono più flessibili, facilitando l'esecuzione di curve. Queste caratteristiche comportano una minore versatilità nell'esecuzione di tricks (evoluzioni), per i quali si utilizzano tavole di minori dimensioni. Nel longboarding esistono varie specialità: Downhill, Cruise, Pump, Slalom, Sliding, Dance o Flatland.
Le caratteristiche dei longboard skate garantiscono una maggiore stabilità ad alte velocità, per questo sono utilizzate per discese ad alta velocità (downhill). Le tavole per il downhill sono prive di kick (zone della tavola rialzate, situate in coda e in punta), perché la loro presenza potrebbe portare ad una involontaria perdita di aderenza delle ruote. Nelle discese assume grande importanza la capacità di disegnare curve di vario raggio, in inglese carving. La pratica di effettuare percorsi in discesa, ma senza cercare la massima velocità possibile, è detta freeride.
Gli skate longboard vengono anche utilizzati come mezzo di trasporto, per gli spostamenti da un luogo all'altro (cruise) visto che in pianura mantengono più a lungo la velocità rispetto agli skate di minori dimensioni. Inoltre le ruote più grandi si comportano meglio su fondi non perfettamente lisci, questo ne favorisce l'utilizzo in strada invece che all'interno di skate-park. Tramite la tecnica del pump o pumping, ovvero l'esecuzione di una veloce serie di curve alternate, è possibile mantenere la velocità anche in pianura, senza dover spingere poggiando il piede a terra. La flessibilità delle tavole e dei truck, e la conseguente facilità nell'esecuzione delle curve, rende inoltre gli skate longboard adatti ad eseguire manovre di slalom. Sebbene i longboard siano meno maneggevoli nell'utilizzo acrobatico, esistono una serie di trick o evoluzioni che sono tipiche del longboard:
• lo SLIDE, ovvero l'esecuzione di curve in derapata (a volte appoggiando le mani a terra, protette da speciali guanti), è facilitato dal fatto che i longboard hanno ruote grandi e una maggiore stabilità. La tecnica dello slide, oltre che per fini puramente estetici, è utilizzata nel downhill per ridurre la velocità in curva. Qualora lo slide venga eseguito in piedi invece che in posizione accucciata, si parla di stand-up slide.
• lo STILE DANCE, prevede invece l'esecuzione di una serie di "passi" lungo tutta la lunghezza della tavola, con rotazioni ed evoluzioni sia del corpo dello skateboarder che della tavola stessa: tale tecnica è resa possibile grazie alle maggiori dimensioni delle tavole da longboard, che permettono quindi una maggiore superficie di manovra per l'esecuzione di tali evoluzioni.
• oltre al dance, nel freestyle, (che può essere flatland, in pianura, o freeride, in discesa), vengono eseguiti altri trick, come i SALTI, gli SHOVIT ossia rotazione della tavola sull'asse verticale e i FLIP rotazione della tavola sull'asse longitudinale. La tavola da longboard non permette solitamente di eseguire l'OLLIE, per cui nei salti, ci si aiuta spesso con la mano mentre la tavola è in aria, mentre i piedi sono momentaneamente sul terreno. Un altro modo di ovviare all'impossibilità di eseguire 'ollie' è flippare in modo OLD SCHOOL ovvero ponendo la punta del piede sotto il bordo laterale della tavola e tirando verso l'alto mentre lo skateboarder salta. Gli shovit, nel longboard, vengono generalmente eseguiti spingendo sul nose (parte anteriore della tavola) invece che sul tail, questo perché nell'andatura longboarding il peso del corpo è distribuito maggiormente verso l'anteriore.

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