Latte di cammello, un alimento prezioso
Scritto da Federica Bumbaca   

Da sempre nella cultura araba il latte di cammello è un alimento preziosissimo, una tradizione fondamentale a favore di una corretta alimentazione per le importanti proprietà che possiede. Ha un sapore simile a quello della mucca, ha meno grassi, contiene tre volte più vitamina C di quest'ultimo ed è adatto a chi è intollerante al lattosio. 

I pastori nomadi lo usano per alimentarsi durante i lunghi periodi nel deserto. Alcuni africani sono convinti che curi certe malattie. Gli indiani per rimettere in sesto i pazienti convalescenti. Diverse comunità pensano sia un potente toccasana e addirittura che abbia poteri afrodisiaci. E' il latte più amato dai beduini, oltre ad avere un sapore simile a quello della mucca, ha meno grassi, contiene tre volte più vitamina C di quest'ultimo ed è adatto a chi è intollerante al lattosio. L'unico neo è il costo, dovuto alle ridotte quantità prodotte. A Dubai si paga quasi il doppio di quello di mucca. In Tunisia la gente percorre centinaia di chilometri per procurarsene un po’. In Etiopia ed in Somalia i pastori, soprattutto le donne, sono disposti a viaggiare 12 ore per andare a venderlo a Gibuti, dove i prezzi sono alti. A N’ Djamena, in Ciad, nuove latterie stanno venendo su come funghi. 
Rispetto a tireare il latte a una mucca, mungere una cammella è tutt'altro paio di maniche. Quand'è di malumore sputa e scalcia, produce latte prevalentemente quando c'è  il suo cucciolo nelle vicinanze.
Nella sua naturale indole, il cammello è un animale 'spartano', sì mite ma molto spesso ostinato. Nelle normali condizioni è abituato all'asperità ambientale, è ben adattato alla vita dei climi torridi anche se è ben più adattato ai climi freddi, riesce a sopportare temperature fino ai meno30°. Nel deserto è molto difficile trovare sia l'acqua che il cibo e spesso si deve accontentare di sterpi secchi. Fa scorte d'acqua usando delle sacche speciali che ha nello stomaco, riesce ad immagazzinarne fino a 60 litri. Dopo un periodo di siccità, può bere fino a 110 litri d'acqua in 10 minuti.
A differenza delle mucche che conservano tutto il latte di cui dispongono nelle mammelle, le cammelle lo tengono più in alto, dentro il loro corpo. Per mungerla in Sudan, si sta in bilico sulla gamba destra, si piega quella sinistra e vi si mette sopra una zucca vuota che si usa da contenitore. Il latte viene munto solo da due delle quattro mammelle, le altre sono lasciate per nutrire i piccoli, perché le cammelle danno da mangiare solo ai propri figli, che riconoscono dall’odore. La mungitura è possibile due volte al giorno.
Per i suoi estimatori, il latte di cammello è vero nettare. Leggermente più salato del latte di mucca, ha un alto valore nutritivo, dopotutto madre natura l’ha creato per aiutare i piccoli di cammello a sopravvivere in alcune delle zone più difficili del pianeta. Questo probabilmente spiega anche perché sia tre volte più ricco di vitamina C rispetto a quello quello di mucca.
Questo prezioso alimento oggi potrebbe approdare sugli scaffali europei. Gli Emirati Arabi ne stanno da tempo promuovendo l'esportazione e, secondo la stampa locale, la Commissione Europea ha da poco approvato gli studi che ne attestano la qualità e sicurezza. Nel giro di un anno Bruxelles manderà un team di esperti a ispezionare gli allevamenti e se tutto sarà in regola l'export prenderà il via. Unico neo: il costo, dovuto alle ridotte quantità prodotte. A Dubai si paga quasi il doppio di quello di mucca. Per riuscire a sfruttare le opportunità del mercato, occorre risolvere una serie di punti deboli nella produzione, lavorazione e commercializzazione. Uno dei problemi è inerente al latte stesso, e risiede nel fatto che sinora non si è dimostrato compatibile con il processo di sterilizzazione UHT, necessario per renderlo a lunga conservazione. A complicare le cose vi è il fatto che i produttori sono nella quasi totalità nomadi. È come se, in una fabbrica di pomodori in scatola i fornitori, ogni notte, regolarmente scomparissero, portandosi via i pomodori. Questo è il genere di problemi che bisogna risolvere se si pensa ad un business. È ovvio che i pastori nomadi non se ne vanno in giro per il deserto per divertimento. A seconda delle stagioni, si spostano in cerca di pascoli e riescono a sopravvivere sino ad un mese nel deserto senza niente da mangiare, tranne appunto latte di cammello. Un altro problema è che i pastori nomadi sono spesso riluttanti a vendere il latte che hanno in eccedenza, che secondo la tradizione deve essere tenuto da parte per gli ospiti importanti e per i poveri. È stato notato che questa riluttanza potrebbe essere superata dall'attrattiva di un buon prezzo.
La Food and Drug Administration americana solo recentemente ha aggiunto il latte di cammella all'elenco dei prodotti commerciabili negli Stati Uniti, ma per poter essere venduto o importato per il consumo umano deve prima essere sottoposto a una serie di test e ci vorranno diversi anni.

 

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