
Con l’arrivo a Roma dei fratelli Wright avvenne la scelta di quello che poi sarebbe diventato il primo e più vecchio aeroporto italiano: Centocelle. Quando Orville e Wilbur Wright vennero in Francia a propagandare l’invenzione del primo aeroplano della storia, furono contattati da alcuni esponenti della borghesia romana, perché venissero anche a Roma. Fu pattuito un compenso di 25mila lire, le spese furono affrontate da un gruppo di ufficiali gentiluomini del quale faceva parte anche l’onorevole Sidney Sonnino. Al club appartenevano ben quattro principi romani: Scipione Borghese, Ludovico Potenziani, Giovanni Torlonia e Filippo Doria. Wilbur Wright arrivò a Roma all’inizio dell’aprile 1909 e come terreno di volo gli fu assegnata una distesa erbosa fiancheggiata dalla via Casilina, che terminava a ridosso del Forte Casilino. Il terreno apparteneva al conte Macchi di Cellere. La vasta spianata che fino a quel momento era stato unico dominio di pecore, terminava in un avvallamento dominato dalla torre di San Giovanni, una malandata costruzione medievale, ancora oggi esistente, che i romani conoscono come la Torraccia. L'area era disseminata di ruderi appena affioranti, che in seguito si è stabilito appartenessero al grandioso complesso della costruzione dei 'Flavii cristiani' dove la leggenda narra abbia abitato l’imperatrice Elena, madre di Costantino, il cui mausoleo, ancora oggi parzialmente esistente sulla via Casilina poco prima di Centocelle, è dai romani chiamato familiarmente Torpignattara, dalle antiche pignatte, in romanesco, che erano delle giare inserite nella volta di mattoni.
Centocelle fu dunque il primo vero aeroporto romano, ma quando cominciarono i servizi aerei regolari nell’aprile del 1927, fu realizzato l’idroscalo di Ostia, perché i primi aerei civili erano idrovolanti. Questo scalo sorgeva nei pressi della foce del Tevere, ed ebbe una certa notorietà, fino a quando nel 1928 venne inaugurato il nuovo aeroporto della via Salaria, che fu battezzato aeroporto Littorio oggi aeroporto dell’Urbe, il quale contrariamente a quanto si possa pensare, nacque come iniziativa privata del Conte Giovanni Bonmartini e del principe Massimiliano Lancellotti che insieme al progettista aeronavale Giovanni Pegna fondarono una società di costruzioni aeronautiche che si occupò dell’edificazione dell’aeroporto a cui venne attribuito il nome Littorio, questa società successivamente entrò a far parte della Piaggio.
A quell’epoca, tra la fine degli anni Venti e il principio degli anni Trenta, Roma era servita anche dall’aeroporto di Ciampino in qualità di terreno per dirigibili. Era stata una scelta, come dire, obbligata, dal momento che Ciampino ospitava l'enorme stabilimento tecnico logistico con capaci aviorimesse. Fu proprio a Ciampino che venne messo a punto il dirigibile Norge che Umberto Nobile nel 1926 portò sopra i cieli del Polo Nord assieme all'esploratore norvegese Roald Amundsen.

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